UE bacchetta i conti pubblici italiani, troppo risicati!

Un documento approvato oggi dalla Commissione Europea ha bacchettato i conti pubblici italiani: vediamo perché: secondo le raccomandazioni del documento, le strategie di riduzione del debito previste dal 2012 al 2014, sono “credibili” elogiando così il piano interventista di Tremonti, nelle righe, ma insufficienti per una “riduzione stabile del debito pubblico“. Insomma dall’elogio alla critica.

In Italia abbiamo rilevato tali insufficienze, con la voce autorevole della Marcegaglia che aveva, già in tempi non sospetti, sottolineato le imperfezioni alla manovrina sottobanco del governo di questi ultimi giorni. Sotto la lente europea poi, la condizione del sud che non passa inosservata:  per l’UE è infatti necessario “rimuovere gli ostacoli” che impediscono di investire seriamente con imprese sia del nord che straniere, senza trovarsi di fronte al problema dei costi e del controllo del territori da parte della malavita organizzata.

Tetti vincolanti: Per il nostro paese, se non si mette mano al deficit e alla spesa pubblica. sono in arrivo dei  ”tetti vincolanti” per un miglioramento del controllo delle spese della pubblica amministrazione e raccomanda di “essere pronta” a prevenire sforamenti dei conti rispetto a quanto programmato per il 2011 e 2012.


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