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Notizie Economiche e Finanziarie – Favoloso.org

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Tassa sul cinema abrogata e reintegrato il Fondo Unico per lo Spettacolo

Il buon senso ha avuto la meglio:il Fus,ovvero il fondo unico per lo Spettacolo è stato reintegrato nel Consiglio dei Ministrie  e la tassa sul cinema di un euro in più sul biglietto da Luglio, non si pagherà più, andando contro il decreto milleproroghe approvato giorni fa. Non è la prima volta che il governo fa marcia indietro su dei suoi provvedimenti e va contro se stesso, come è successo sul Terzo Conto Energia per le Rinnovabili.  Sennoché questa volta al danno, come suol dirsi,  si aggiunge la beffa, poiché l’eliminazione della tassa sul cinema è permessa solo in virtù del fatto che i soldi che dovevano rientrare dall’obolo sui film arriverà dall’aumento del carburante auto….. Secondo Gianni Letta “Un piccolo sacrificio, che tutti gli italiani saranno lieti di poter fare”.
Un sacrificio alquanto costoso, per cui gli automobilisti proprio non ci stanno, considerati gli aumenti colossali, causa crisi libica ecc.


Ad aprile stangata Gas ed Energia, causa crisi libica

Ciò che si era previsto a causa della crisi libica, già da aprile sarà l’incubo dei nuclei familiari italiani. Non bastava il continuo rincaro della benzina di questi giorni; dal prossimo mese anche l’energia e il metano si sommeranno al paniere della spesa per famiglia già piuttosto pesante.
Secondo l’authority dell’energia, l’Italia “è tra i paesi più esposti alle dinamiche internazionali del petrolio, e lo si vede proprio nelle bollette, con il prezzo del gas che di fatto, con un ritardo di nove mesi, è ancorato a quello del barile. Ed è anche la fonte più usata nella generazione elettrica“.


Crisi libica, fra qualche giorno stop alla produzione del petrolio per Eni e Snam

Crisi libica e conflitto in atto determineranno uno stop alla produzione di greggio e gas che in Italia giunge attraverso il famoso gasdotto Greenstream; lo ha detto ieri Scaroni a Londra rispondendo alle domande dei finanzieri. “Eni distribuirà per l’esercizio 2010 un dividendo complessivo di 1 euro per azione“, di cui 0,50 euro già distribuiti a settembre. Lo annuncia la società in una nota, confermando l’utile netto consolidato a 6,32 miliardi di euro nel preconsuntivo.
L’impatto della crisi libica sul petrolio italiano avrebbe un effetto sulla produzione Eni pari a 500 barili di olio equivalente al giorno sulla media annua, ossia se il conflitto dovesse durare 100 giorni, l’effetto sarebbe di 50.000 barili di greggio.


I “rischi fatali” di Tremonti ad Annozero

Ieri sera la trasmissione Annozero si è aperta con la testimonianza di un italiano che per sfamare la famiglia deve ricorrere alla Caritas e in questa situazione secondo il suo rapporto annuale sarebbero 9 milioni dichiarati sotto la soglia della povertà, ma fino a 15 milioni di italiani (NDR Rapporto Caritas Italiana 2010) si aggirano intorno agli scenari della sussistenza. Nell’anteprima Santoro lancia una domanda pungente al ministro: “Possiamo garantire il loro DIRITTO a una vita normale si o no? E ciò, aggiungiamo noi, nonostante gli scenari internazionali che promettono l’aggravamento della crisi come già ha sottolineato il Dg di Confindustria, Galli, in un audizione alla Camera il giorno stesso, dichiarando che le misure del governo sono insufficienti e vanno riviste?


Confindustria avverte: il rincaro del petrolio può avere effetti recessivi sulle materie prime!

La Confindustria è preoccupata per l’eccessivo rialzo del petrolio che a 115 dollari al barile “può comportare un minor livello del Pil italiano di circa lo 0,7% in due anni a parita’ di altre condizioni”, secondo l’audizione di stamane alla Camera di GianPaolo Galli. Secondo i dati “Il rincaro delle materie prime può avere effetti recessivi che possono essere aggravati dai rialzi dei tassi di interesse annunciati dalle autorità monetarie e dal conseguente apprezzamento del cambio dell’euro“.


Conti pubblici, 2010 per Tremonti giusta direzione

L’Italia secondo il Ministro Tremonti è nella direzione giusta riguardo la salute dei conti pubblici e del debito pubblico che hanno registrato secondo la fonte Istat un:


Crisi libica, a rischio le forniture di gas per l’Italia

Al momento - rassicura il governo – le forniture vanno avanti“.
La crisi libica potrebbe avere pesanti ripercussioni economiche per l’Italia; nel paese sono presenti molte grandi imprese tra cui su tutte l’Eni. I manifestanti della città di Nalut hanno minacciato di interrompere gli approvvigionamenti di gas verso la Sicilia, a Gela e a rischio anche il greggio libico per l’Italia proveniente da Tripoli.