Rapporto della Caritas: i poveri in aumento nel 2011: sono 8,3 milioni.
E’ stato presentato oggi il Rapporto sulla Povertà in Italia dalla Caritas Italiana in collaborazione con la Fondazione Zaccan per l’Occasione della giornata mondiale contro la Povertà. Il Rapporto è stato intitolato significativamente “Poveri in Italia“, che afferma chiaramente come non sia la mera risorsa economica il problema maggiore per questa fetta di popolazione, ma ci siano problemi contingenti che gli italiani non riescono a superare, ritrovandosi in una situazione di vera e definitiva esclusione, tutta una serie di altre privazioni che peggiorano lo stato di precarietà, vediamo quali:
- mancanze e impossibilità di accesso alla prima casa
- il diritto al lavoro
- il diritto alla famiglia
- accesso alle risorse alimentari
- il diritto alla salute (troppi medicinali compresi i salvavita erodono il piccolo reddito di cui si è titolari)
- il diritto alla giustizia (non si ricorre per i costi elevati di servizi)
- il diritto all’educazione (esempio eclatante: i libri scolastici, universitari, asili nido, ecc.)
La crisi ha prodotto “un notevole incremento dei fenomeni di sottoccupazione e lavoro nero” e “sono fortemente aumentate le situazioni di povertà materiale“. Quali le classi più deboli? Anziani, giovani e donne. Chi si rivolge alla Caritas?
- I nuovi poveri sono in aumento del 13,9%
- Il 42,5% son italiani, in aumento negli ultimi 4 anni
- I giovani sono il 59,6 sotto i 35 anni, tra questi: il 76% non studia e non lavora
- i problemi abitativi sono aumentati del 23,6% per le scarse risposte da parte delle amministrazioni locali e centrali.
Le soluzioni? Secondo la Caritas e la fondazione Zancan ci sono, ma sono mal distribuite. Si invita altresì a ”incrementare il rendimento della spesa sociale“; recuperare i crediti di solidarietà; investire in servizi gli attuali 17/18 miliardi di euro oggi destinati a indennità di accompagnamento e assegni al nucleo familiare.


ottobre 20th, 2011 at 16:59
Vorrei soffermarmi un’attimo sulle possibili soluzioni per diminuire il tasso di povertà. Finchè si chiede d’incrementare le risorse economiche per questo fenomeno dilagante, va bene, ma non capisco cosa centri con tutto questo le indennità d’accompagnamento destinate per i disabili e i non autosufficienti? vorrei che qualcuno mi chiarisse questo passaggio perchè non posso proprio immagginare che in queste soluzioni ci sia una discriminazione delle categorie con diritto all’accompagno!