Grecia: Ora basta operazioni allo scoperto.

Riassunto: Non dovremmo mai stancarci di sottolineare quanto l‘etica, specie nel settore dei mercati finanziari, a lungo andare si riveli sempre un buon investimento. Certi prodotti quali le leve al ribasso andrebbero decisamente vietati. Non vi è paese, analizzato sul medio/lungo periodo, in cui questo strumento finanziario con operazioni allo scoperto, non abbia creato o contribuito a creare grossi danni al tessuto economico. Questa realtà deve ormai essere chiara anche alla Grecia, ora in pesante crisi economica e finanziaria.

Da questo mese, infatti, l’autorità Ellenica ha deciso di bloccare qualsiasi tipo di operazione “allo scoperto” come appunto le cosiddette leve al ribasso. Con una situazione di debito pubblico secondo soltanto a quello italiano (ma senza la solidità dei gruppi bancari nostrani), la Grecia sta rischiando realmente il fallimento. Forme di investimento del genere, definite “cancerogene” sono quindi assolutamente da evitare. Almeno per i prossimi tre mesi; questo infatti è il periodo di durata stabilito per il blocco.

Avremmo voluto prorogarlo più a lungo – hanno spiegato i portavoce della Borsa di Atene – ma un periodo maggiore non sarebbe stato possibile da un punto di vista giuridico. In questo caso ci vorrebbe proprio una norma studiata ad hoc.

Nel frattempo, l’ Unione Europea, ed in particolare la Germania e l’Olanda, stanno studiando delle strategie valide per finanziare la ripresa di questa nazione in crisi. Il piano di investimenti prevede uno stanziamento superiore ai 40 miliardi di euro soltanto per il primo anno. Per cambiare le cose però non saranno necessari solanto i capitali. Ciò che si richiede alla Grecia è una profonda revisione della normativa relativamente a economia interna, investimenti e mercati finanziari.


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