Fiat, Bob King leader sindacale americano a Torino, ma restiamo fermi su Termini Imerese
La Fiat Industrial inaugura una nuova governance della difesa al lavoro con la promozione congiunta di sindacati italiani e statunitensi. E’ questo un chiaro segno dei tempi che cambiano, ma anche della nuova versione economica globalizzata, la quale prevede più produzione e meno diritti. Il sindacato italiano ha la sua radice storica nel ’700, mentre quello americano è molto più moderno e abituato a prendere poca posizione sul licenziamento facile, tipico della cultura statunitense. Oggi a Torino l’incontro tra il segretario generale della UILM e Bob King, segretario a sua volta di quello americano, ma (è questa la differenza sostanziale tra U.S.A. e Italia ) azionista per il 41% della Chrysler; il leader italiano così si è espresso:
«Il sindacalista statunitense - dice Palombella - ci ha spiegato che la situazione della Chrysler prima dell’ingresso di Fiat nel capitale era disastrosa. L’arrivo degli investimenti del Tesoro americano e della tecnologia italiana hanno subito creato un clima di fiducia e coinvolgimento. Sia i lavoratori sia il sindacato hanno lavorato perché la Fiat investisse su nuovi progetti e lo stesso Uaw è entrato direttamente nel cda del gruppo automobilistico. Per questo il sindacato ha accettato flessibilità e turni di lavoro per raggiungere gli obiettivi produttivi prefissati».
La questione di Termini Imerese: secondo l’Ansa ci sarebbero oggi notizie d’investimento per lo stabilimento siciliano, ma Palombella ha ricordato al leader americano che i rapporti tra sindacato italiano e Fiat si basano proprio sulla risoluzione di Termini Imerese, compreso fin dall’inizio nel progetto denominato “Fabbrica Italia” e che ci si schiera così a favore: niente flessibilità insomma rispetto alle abitudini americane: ecco emergere il carattere culturale del sindacato italiano su accennato e maturato in secoli di lotta, che gli Stati Uniti proprio non possono comprendere!!!

