Derivati addio? Forse no: c’è chi Ostacola la Riforma

Riassunto: I derivati sono uno dei prodotti il cui uso irrazionale ha causato la peggiore crisi finanziaria degli ultimi sessanta anni. Nonostante questo, il progetto di riforma negli Stati Uniti, fortemente voluto dall’ amministrazione Obama, sembra essersi arenato in maniera quasi definitiva.

Colpa (o merito, a seconda di come la pensiate) delle banche e delle multinazionali dell’energia. Attraverso un intenso lavoro a livello lobbystico (ricordiamo a puro titolo informativo che le lobby negli Stati Uniti sono legali), la banca Marril Lynch, Barclays e le principali compagnie petrolifere hanno ottenuto una revisione della normativa allo studio della CFTC (US Commodity Futures Trading Commission).

L’obiettivo è chiaro: si vuole evitare un limite ai prodotti finanziari “derivati” per il settore delle imprese che investono in Olio e Gas Naturale. Sarà interessante vedere quale principio avrà prevalenza secondo il diritto americano; la tutela di un settore chiave (quale appunto l’approvvigionamento energetico), o l’uguaglianza dinanzi a norme generali ed astratte previste dall’ordinamento e che quindi decreterebbero l’illegittimità di provvedimenti in senso opposto.

Il CFTC è già riunito per decidere la linea giusta da adottare. Le pressioni però sono notevoli. I sostenitori della riforma si dicono tranquilli; la crisi è stata talmente grave, che difficilmente il CFTC potrà optare per una soluzione che esporrebbe nuovamente il sistema economico americano a dei rischi estremamente realistici. Le lobby dal canto loro sono pronte a dare battaglia in tutte le sedi possibili, proponendo ricorsi ed appelli, qualora la decisione dal CFTC si rivelasse contraria alle loro pretese.


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